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Chiesa di San Francesco

 

Don Franz Pixner
 
Hotel Ritsch, Saltria 16, 39040 Seiser Alm (BZ) - Tel.: +39 335 876 02 94 - E-Mail: Diese E-Mail-Adresse ist gegen Spambots geschützt! Sie müssen JavaScript aktivieren, damit Sie sie sehen können.
 
 
 
 
Santa Messa
  • Domenica ore 17.00 dopo Pasqua a fine settembre
  • Domenica ore 16.30 da ottobre a Pasqua

Don Franz è qui presente per preghiera, benedizione, confessione ...

  • Martedì, ore 09.00 – 11.00
  • Mercoledì, ore 15.00 – 17.00
  • Venerdì, ore 09.00 – 11.00
  • Mercoledì, ore 17.00: Guida della chiesa

 

  
    

L’Alpe di Siusi, considerata l’altopiano più grande d’Europa, offre moltissime possibilità di fare camminate, sciare e aprirsi alla meraviglia. Era quindi naturale edificare in questo luogo un simbolo per evidenziare che dietro la nostra vita c’è Dio e ci ama. Questo simbolo visibile è la nuova Chiesa di San Francesco. Il motivo della scelta di San Francesco come patrono della chiesa è semplice: Francesco d’Assisi (1181/82-1226) vedeva ovunque nella natura le tracce di Dio. Chiamava il sole, la luna, le stelle, l’acqua, il fuoco, l’aria e il vento sorelle e fratelli. Chiamava madre la terra che ci nutre. Invitava tutto il creato a lodare Dio, Creatore e Padre. Noi uomini, le più importanti tra le sue creature, siamo invitati in particolare a lodare Dio con la nostra voce e con la nostra intera vita. Durante la permanenza sull’Alpe di Siusi possiate aprire gli occhi, le orecchie e il cuore a questa bellezza e vastità, per essere riempiti anche voi di meraviglia, gratitudine e gioia. Questo scritto vuole aiutarvi a intuire con gratitudine, attraverso l’osservazione della Chiesa di San Francesco, che Dio è tra noi; in LUI ognuno può sapersi salvo. La comunità parrocchiale di Castelrotto vi augura nuova forza e nuova gioia La forma architettonica di base scelta dall’architetto è quella della COLOMBA: il corpo principale rappresenta il corpo della colomba, i due ingressi a ovest e a est ricordano due ali spiegate; il campanile svettante verso l’alto è il capo della colomba. La colomba, simbolo dello Spirito Santo, era considerata importante da San Francesco come colomba della pace: possano tutti coloro che indugiano per breve tempo in questa chiesa o vi celebrano il Signore insieme ad altri intuire un po’ della gioia che Dio vuole donarci.

 

Foto: Fabian Dalpiaz

 

La chiesa è orientata a EST, come molte chiese fin dal Medio Evo. Il sole sorge a est: ci rivolgiamo a Cristo, il sole nascente. INGRESSO da OVEST: Al muro dell’ingresso è appeso un pregiato crocifisso antico dell’Alpe di Siusi restaurato. Francesco d’Assisi pregava spesso davanti alla croce di San Damiano: “Signore, illumina le tenebre del cuore mio … Aiutami a riconoscere qual’è il tuo disegno per me...” Francesco si è immerso così profondamente nella passione di Cristo che verso il termine della sua vita sul suo corpo sono comparse le piaghe di Gesù. La croce ci invita anche a ringraziare Gesù per il suo amore e ad avere, come Lui, fiducia in Dio in ogni dolore.

INGRESSO da EST: (transitabile anche con sedia a rotelle) Le nicchie della parete (originariamente previste per la Via Crucis) invitano anche noi, con le immagini e il testo del Cantico di Frate Sole di San Francesco, a lodare Dio, a ringraziarlo e ad avere fiducia in Lui. Le nicchie sono un invito per gruppi, famiglie ecc. a diventare “creativi”. La statua di FRANCESCO nel vestibolo: semplice, sobrio, quieto, riflessivo, assorto in Dio, Francesco tiene la colomba come a voler incoraggiare ogni visitatore: “In Cristo Dio conduce anche te alla pace.” Le ORME SUL PAVIMENTO portano dall’ingresso est all’interno della chiesa, per proseguire poi di lato fino alla zona dell’altare. Sono orme di CERVO. Il salmo 42 recita: “Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio.” Siamo invitati a seguire le orme con tutto il nostro struggente desiderio, per ascoltare la Parola di Dio presso l’ambone.

AREA DELL’EUCARESTIA L’area dell’eucaristia delinea la pianta circolare della chiesa ed è un frammento dell’intera chiesa di Cristo: le panche leggermente incurvate e le pareti laterali, che si stringono in avanti a sottolineare l'altare, si proiettano verso il fulcro (della chiesa a impianto circolare), posto al di fuori. E questo fulcro è Dio. La nostra vita ha uno scopo; siamo in cammino verso l’incontro definitivo e permanente con Dio. “Il nostro cuore è inquieto se non riposa in Te.” (Agostino)

 

  

 

La VETRATA COLORATA dietro l’altare, la cui luce si trasforma col variare della posizione del sole, ricorda Dio Creatore attraverso il blu (mare) e le numerose linee intrecciate: negli alti e bassi della nostra vita Dio è con noi. La CROCE simboleggia il trionfo di Gesù sul dolore e la morte; egli è risorto. La croce rimane il simbolo della sua vittoria. “Abbassò se stesso, fu obbediente fino alla morte, alla morte di croce. Perciò Dio lo ha innalzato sopra tutte le cose e gli ha dato il nome più grande. Perché in onore di Gesù, in cielo, in terra e sotto terra, ognuno pieghi le ginocchia, e per la gloria di Dio Padre ogni lingua proclami: Gesù Cristo è il Signore. (Filippesi 2,8-12)

L’ALTARE è il tavolo intorno a cui Gesù ci riunisce per cibarsi insieme noi. Gesù si dona a noi come pane della vita. È la pietra angolare. Noi, in veste di battezzati e cresimati, siamo chiamati a essere le pietre viventi del suo popolo: nella tavola dell’altare sono annegate diverse pietre. Davanti all’altare, sul pavimento su un piccolo coperchio è inciso il Tau, il simbolo che contrassegnava la benedizione per San Francesco. Sotto di esso si cela la capsula con le reliquie (un piccolo frammento d’osso di Francesco).

Il TABERNACOLO (= tenda, alloggio) è una colonna che serve alla conservazione delle ostie. Questo simbolo, davanti al quale brucia la Luce Eterna, ci invita a adorare Dio in Gesù Cristo, a ringraziarlo, a soffermarci presso di lui in preghiera e a venerarlo inginocchiandoci. L’altare, l’ambone e il tabernacolo in CALCESTRUZZO fine esprimono la semplicità, la sobrietà, la temperanza di San Francesco e vogliono indicare che l’essenziale è il messaggio. Dalla porta posteriore della sagrestia altre orme di animali attraversano l’intera area dell’altare conducendo fino all’ambone, a rievocare il LUPO di Gubbio ammansito da San Francesco. I comportamenti del lupo (spietato, crudele, egoista, falso …) possono creare problemi anche a noi. In tutti i nostri comportamenti siamo invitati (presso l’ambone) a porci sotto la parola di Dio e a rafforzarci (all’altare) col pane della vita. Sul pavimento, nelle vicinanze dell’ambone, si possono riconoscere anche impronte di uccelli, che ricordano la predica agli uccelli di San Francesco: col loro canto gli uccelli devono lodare Dio.

La VETRATA a ovest (dal lato del coro) mostra che tra il “dentro” e il “fuori” non deve esserci separazione, ma unione. Le gioie e i dolori che viviamo fuori (nella vita quotidiana) dobbiamo portarli dentro la chiesa. Ciò che festeggiamo insieme o proviamo in silenziosa preghiera all’interno (in chiesa) deve essere luce, forza e gioia per la nostra vita di tutti i giorni. Le 12 CROCI sulle pareti laterali ricordano i 12 apostoli, le 12 colonne della chiesa.

 

  
 

Il CAMPANILE ospita tre campane (Ditta Grassmayr / Innsbruck). Suonando ogni giorno, esse ricordano il Signore e invitano a festeggiare insieme. La prima campana (circa 380 kg, nota “si bemolle”) porta il nome e l’immagine di San Francesco con l’invito: Laudato sii, o mi Signore. La seconda campana (circa 260 kg, nota “do”) porta il nome della devota serva Santa Notburga (1265-1313 a Ebnat sul lago Achensee), con i simboli del pane (per i poveri), del rastrello e della falce (per il lavoro) e l’importante messaggio: il mondo ci è solo dato in prestito. La terza campana (circa 185 kg, nota “re”) porta il nome dell’apostolo Giacomo (il Cammino di Santiago attraversa tutta l’Europa fino a Santiago di Compostela, nel nord della Spagna), con i simboli del libro (la Bibbia), del bastone (il pellegrinaggio) e della conchiglia (l’ascolto) e l’esortazione: ascolta, scopri, stupisciti. Ogni chiesa è un SEGNO: ci mostra che Dio abita in mezzo a noi e noi siamo protetti dalla sua grande mano. Ogni chiesa diventa una testimonianza vivente se gli uomini si aprono a questo magnifico messaggio di Dio e la riempiono di vita con preghiere e celebrazioni. La Chiesa di San Francesco è stata benedetta il 25 dicembre 2008 dal Decano Franz Pixner. Da allora vi si celebrano messe stagionali la domenica e nei giorni festivi. La consacrazione solenne della chiesa si è svolta il 20 settembre 2009 ad opera del Vescovo della nostra Diocesi di Bolzano-Bressanone, Dott. Karl Golser.

Committente della Chiesa di San Francesco: Parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Castelrotto

Durata dei lavori: dall’autunno 2007 al Natale 2008
Architetto: Dr. Walter Dietl, Schlanders Artisti coinvolti: Franz e David Messner: altare, ambone, tabernacolo, lampadari …
Werner Kofler: finestra dell’altare con crocifisso
Eric Perathoner: Francesco

 

  
  

 

LA COMUNITÀ PARROCCHIALE RINGRAZIA

  • il Signor Walter Urthaler per l’area fabbricabile
  • il comitato per l’edilizia presieduto da Walter Sattler
  • le numerose istituzioni, esercenti, gruppi e singole persone per i contributi al finanziamento: l’Amministrazione Comunale di Castelrotto, la Provincia 
  • Autonoma Alto Adige, la Conferenza Episcopale Italiana, la Cassa Raiffeisen di Castelrotto, la Cassa di Risparmio di Bolzano, le strutture ricettive e gastronomiche dell’Alpe di Siusi e le numerose persone singole
  • il parroco Dr. Eberhard Kenntner di Rheinbach (Germania) per la donazione dell’antico crocefisso
  • per le offerte sul conto numero: IBAN: IT 32 S 08056 23100 000300233978; SWIFT-BIC: RZSBIT21011 Chiesa di San Francesco, Alpe di Siusi - Alto Adige - Parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Castelrotto